L’USMI di Palestrina ha avuto l’onore di ospitare, per la formazione delle Religiose della Diocesi, Mons Giuspeppe Petrocchi, Vescovo di Latina-Terracina-Priverno-Sezze, che con abilità, competenza e professionalità ha "regalato" alle diverse religiose convenute un pomeriggio di grande interesse, partecipazione e fraternità.
Il Vescovo - psicologo - così lo definiscono le Suore dopo tre anni consecutivi di formazione - nel trattare il tema "Il servizio dell’autorità e obbedienza - Consacrazione e ricerca della volontà di Dio" ha esordito, quasi di sorpresa, con la formula magica degli interrogativi: Cos’è l’obbedienza, nella Vita consacrata? Egli stesso, senza aspettarsi una qualsiasi risposta, fornisce il frutto della sua esperienza che gli consente di dire, con fermezza e determinazione, che l'obbedienza è accoglienza della volontà di Dio che si esprime - in tutto e sempre - nel cercare il progetto del Signore "con" e "attraverso" la comunità religiosa di appartenenza.
E trova che il "suo segreto", la sua fonte, la sua forza e il suo apice sta nel rivivere l’evento della croce gloriosa, scandito dalla partecipazione al sacrificio e alla risurrezione del Signore: ecco perché essa è compresa e praticata solo se si assimila il "pensiero di Cristo" e non certo assecondando "l’uomo naturale". Certamente non è possibile, né conveniente, porre mano a un progetto senza conoscerne la finalità. Da qui un’altra domanda Qual è l’obiettivo dell’obbedienza?. La risposta è immediata, senza retorica, chiara nella sua definizione e di una bellezza disarmante: "L'obbedienza pone la vita interamente nelle mani del Signore perché Egli la realizzi secondo il disegno di Dio e ne faccia un capolavoro". Dove va vissuta l’obbedienza?
Ovviamente - continua Mons Petrocchi - nella Chiesa e anzitutto nella propria comunità religiosa per vivere, nel segno della comunione, lo stesso itinerario di perfezione e per spendersi nell’identica missione. Cosa si manifesta nell’obbedienza? La risposta non può che essere lapidaria: l’amore più grande, che sta nel consegnare la propria vita al Signore e, in Lui, donarla ai fratelli, con la radicalità del "fiat" di Maria in quanto "l’obbedienza è la consumazione dell’amore". A conclusione, il Vescovo ci lascia quattro "stili" di obbedienza, un vero e proprio testamento da custodire gelosamente:
l’obbedienza del "sì"-detto e del "sì"-fatto (è "l’obbedienza obbediente");
Mons Giuseppe Petrocchi, con grande paternità, invita tutte a guardare Maria, modello di obbedienza perfetta, per essere un’eco viva del suo "sì" .
Sr. Emma Zordan
Delegata Usmi di Palestrina