giovedì, 19 giugno 2008

IL VANGELO PLASMA IL CUORE E CAMBIA LO STILE E LA VITA (1Cor)

La Prima lettera ai Corinti è uno scritto dal carattere pratico, finalizzato ad affrontare una serie di problemi riguardanti la vita della comunità. L’idea chiave di tutta la lettera è l’amore di Dio che si è rivelato nella Croce di Cristo e nel dono del suo Spirito ha reso l’uomo “sapiente”, in grado di accogliere e vivere la follia della Croce.
Restare dentro le contraddizioni e tentazioni della storia, portando nel cuore il Vangelo, è l’invito di Paolo che ha fatto del Vangelo il centro della sua vita e della sua missione; promuovere nelle comunità, anche le più difficili, il ritorno al fondamento, Gesù Cristo unico motivo e scopo dell’esistenza credente è compito di chi guida la comunità.
Paolo scrive ai Corinti, segnato dal rifiuto e dal fallimento della missione ad Atene (Cfr At 18,1-18), intuisce che il Vangelo lo ha sedotto e radicalmente cambiato e il linguaggio che usa esprime quanto sia stato conquistato dalla follia della Croce. Si trova però a scrivere ad una comunità lacerata da gelosie e discordie alla quale ridice, raccontando di sé, che mettere il Vangelo al centro della vita non garantisce dalla dispersione, dalla tentazione, dalla frammentazione ma dentro queste situazioni l’amore di Dio in Cristo Gesù fa fiorire la vita.
I problemi che Paolo affronta sono problemi veri e dolorosi e proprio dentro questi problemi guida la comunità di Corinto a confrontarsi con il Vangelo per vincere le tensioni laceranti e fuorvianti e custodire il cuore del Vangelo. La maestria di Paolo non si avvale di dinamiche e strategie che difendono il suo operato ma, manifestando la sua sofferenza per quanto avviene a Corinto, mostra come solo la logica della Pasqua è la risorsa vera dell’esistenza e il segreto della comunione.
Mettere al cuore della vita il Vangelo è accettare di collocarsi in un processo di autoformazione dentro la quotidianità. L’esperienza di Paolo è la nostra esperienza: anche noi come lui siamo catturati dal Vangelo ma esposti alla dispersione, alla frammentazione, alla divisione. Il rifiuto della Logica della Pasqua si esprime in tante forme: individualismo, protagonismo, garantismo. Paolo non è uno sprovveduto e neppure uno che banalizza i problemi e le fatiche; la lettura realistica della realtà e la certezza che il Vangelo dà senso e sapienza alla vita lo portano continuamente “a generare” nella fede. Non fa interventi moralistici né pietistici ma con fermezza e passione, senza fare il risentito, riconduce al fondamento e ri-esprime il suo ruolo di autorità nella comunità. Il compito gravoso ma coinvolgente, in nome del Vangelo, lo porta a spendersi per la comunione che non è la capacità aggregante ma la riscoperta che solo il Vangelo è in grado di creare comunione, di mettere in dialogo le differenze, di ricondurre al centro le dispersioni, di promuovere la sinfonia delle diversità riconosciute come dono.
Il compito di chi guida la comunità, delineato da Paolo, è caratterizzato da un costante percorso di autoformazione che solo abilita a raccontare a sé per ridirla agli altri, alle altre l’esperienza appassionante del Vangelo. L’autorità non aggrega attorno a sé, non mira al consenso per sé ma vive in continua tensione spirituale affinché la comunità si aggreghi attorno al Signore, unico fondamento della vita del Credente e unico motivo del vivere insieme. Ciò che cambia la vita e lo stile relazionale di una comunità è la capacità dell’autorità di creare il clima affinché le persone si espongano al Vangelo e imparino, nella lotta spirituale, cosa significa lasciarsi plasmare dalla Logica della Pasqua, dentro la quotidianità.
La maturazione della fede più avviene dentro la ferialità, nel procedere quotidiano, più plasma le nostre persone e plasma il clima della comunità.
Per aggregare attorno al Vangelo bisogna avere dentro nel cuore la Parola di Dio, custodirla e lasciarsi custodire da essa; vivere in continua ricerca perchè il criterio della riflessione e delle scelte sia la Pasqua di Cristo.
La custodia del centro del Vangelo è ciò che è necessario, essenziale; è l’intuizione più interessante e vera che Paolo offre a chi ha un servizio di autorità.

Sr.M.Pierina Scarmignan ofmi
Consigliera USMI nazionale


scritto da: usmi alle ore 14:22 | link | commenti
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