sabato, 11 aprile 2009

LA TUA PAROLA DI SOLIDARIETÀ…

La tragedia senza nome, iniziata nella notte che segnava il passaggio dalla domenica 5 al lunedì 6 aprile 2009, ha colpito anche persone e comunità di religiose presenti e operanti nella zona terremotata. La violenza del fenomeno tellurico, impietosa, ha stroncato l’attività, i progetti, la vita di alcune ‘sorelle’; le ha spogliate di tutto; ha sgretolato case adibite alla vita comunitaria con tutto ciò che di bello e utile una casa custodisce; ha reso inagibili edifici testimoni di dedizione incondizionata, di grosse fatiche e, anche, di gioie motivate, autentiche e profonde.
Nello smarrimento di fronte a un enigma indecifrabile, le espressioni di solidarietà possono aiutare a superare situazioni angoscianti; possono alleviare le ferite; ridare speranza e coraggio. La solidarietà, la compartecipazione, il rendersi in qualche modo presenti, in fondo, è amore e l’unica cosa che non verrà distrutta mai è proprio questa: l’Amore.
 
In altra parte del sito abbiamo indicato la forma con cui esprimere alle nostre sorelle in modo concreto la partecipazione fraterna: la condivisione dei beni. Qui possono essere inviati messaggi che verranno man mano pubblicati. Anche se i membri e le superiore degli Istituti colpiti dalla tragedia non li leggeranno subito, i messaggi resteranno a continuo ricordo di un evento estremamente triste e di come le religiose presenti in Italia o in altra parte del globo hanno partecipato al comune dolore. (B.M.)
 
Suor Lucilla Del Grande
Suore Santa Famiglia di Penne
Vice Presidente USMI regionale Abruzzo-Molise
scrive:
Il Gran Sasso d’Italia, dalle alte cime ancora innevate, contempla incredulo il mistero di dolore che si raccoglie struggente ai suoi piedi: una moltitudine immensa cerca consolazione.
Una lacrima la grande roccia la versa su persone speciali, le religiose che da anni vede correre laboriose, attente e innamorate, nel suo territorio. Di alcune ha sostenuto addirittura il sogno di fondazione:
- Madre Maria Giuseppa Micarelli: 1845-1909 
  Francescane Missionarie di Gesù Bambino
- Madre Francesca De Sanctis:     1836-1916
  Missionarie della Dottrina Cristiana ; 
 
Suore della Santa Famiglia di Penne;
- Madre Maria Ferrari:                 1824-1896
  Suore Zelatrici del Sacro Cuore (Ferrari)
 
Oggi venerdì Santo 2009, la Chiesa è non celebra l’Eucaristia. A L’Aquila arriva un permesso speciale: eucaristia solenne, presieduta dal Sua Eminenza card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato. Il calice è dono del Santo Padre. 
205 bare si uniscono alla Passione di Gesù.
Fra di esse     
    quella di Sr Gemma Antonucci, badessa delle Monache Clarisse della Beata Antonia;
    quella di Sr Lucia Ricci, Suora Zelatrice del Sacro Cuore
    quella di Sr Anna Maria Palumbo, Suora Zelatrice del Sacro Cuore
Suor Gemma: chiede aiuto per salvare il monastero e soprattutto le monache: troppa polvere soffoca il suo grido.
Sr Lucia 82 anni: il cuore non regge le medicazioni alla testa e lo spavento;
Sr Anna Maria 60 anni: Caritas Christi urget... Più di venti bambini da mettere in salvo nella Casa Famiglia Immacolata Concezione. Bisogna far subito. La comunità delle Suore Zelatrici li salva tutti… Nessuna traccia di Sr Anna. La sua consorella cerca, veglia, l’aspetta… Dopo tre giorni Sr Anna riemerge dalle macerie rivestita dell’abito nuziale dell’amore, indossato fin dagli albori della sua giovinezza. Quello distintivo del suo Istituto infatti, non lo indossa nella bara, come non lo indossa Sr Lucia. Lo Sposo ne ha cucito uno di gloria per tutt’e due.
Volti, nomi segnati per sempre nel cuore e nel ricordo delle sorelle religiose di Abruzzo e d’Italia, perché la loro fede è lì: Sono io la tua vita e la tua Risurrezione!
Nel pellegrinaggio terreno che ci viene regalato, attraverso le nostre esistenze povere, fragili e nascoste, Lui ci fa dono della sua Parola e del suo Pane; ci fa dono della gioia di continuare a narrare, nonostante i vuoti, il suo amore e la sua misericordia.
Vari sono i carismi dei nostri Istituti ma unico il filo d’oro che dà loro un senso: la Speranza oltre ogni morte, oltre ogni lutto e finitudine.
Dolore composto, silenzioso, quello della chiesa aquilana destinata ad accogliere altri lutti, altri funerali fino a quando si continua a scavare.
Questa mattina, alle 8,50 un primo vagito dopo il terremoto. Nasce Alice.
Non possiede corredino; le macerie glielo hanno portato via. Che importa! Ecco, io sto per fare una cosa nuova; essa sta per germogliare; non la riconoscerete? Is 43,19
Coraggio religiose d’Abruzzo e d’Italia ! Lui ci precede in Galilea…
 
                                        

scritto da: usmi alle ore 05:51 | link | commenti (13)
categorie:

Commenti
#1    11 Aprile 2009 - 11:19
 
Tutta la grande famiglia USMI è vicina e solidale con le nostre sorelle colpite dal terremoto. Sono certa che i nostri sentimenti di comunione e di solidarietà avranno soprattutto il volto della condivisione. Che davvero tutte insieme possiamo essere un segno luminoso di fraternità universale. Che davvero, come ha detto il card. Bertone nella sua omelia, da queste macerie rinasca ancora più viva e forte la speranza. Gesù nostra speranza è vivo, è qui in mezzo a noi.
vostra, Sr. M. Viviana Ballarin o.p.
utente anonimo

#2    12 Aprile 2009 - 06:01
 
La Compagnia delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli ha provveduto come Congregazione ad un aiuto concreto, ma volentieri faccio giungere alle Sorelle dell’Abruzzo l’assicurazione della nostra preghiera e della vicinanza affettuosa e fraterna a tutte le Sorelle Consacrate, presenti nei luoghi disastrati, e a tutte le persone colpite da lutto o senza casa.

Insieme viviamo la passione di Cristo nella sofferenza umana, insieme vivremo la Resurrezione di Cristo nella certezza che Cristo è risorto per darci la Vita Piena in Dio.



Suor Mariarosa, Suor giulia, Suor rita e Suor Rosanna da Parigi
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente usmi

#3    12 Aprile 2009 - 06:02
 
Dalle capanne del Burkina Faso alle favelas del Brasile
alle macerie sulla terra d'Abruzzo,
ovunque la vita e la storia siano lotta e condivisione dentro la morte,
l'amore e la speranza di Cristo Risorto ci trasformino
in testimoni instancabili del Vangelo dei poveri.
Ti auguriamo una Pasqua di Risurrezione in novità di vita e
in ricchezza di frutti di amore.
Donata e Grazia
Associazione «Tante mani per... uno sviluppo solidale»

Tu, Gesù di Nazareth, sei veramente modello di uomo.
Tu, esperto in umanità, sei entusiasta della vita,
Tu osi in libertà e vinci tabù e
spezzi catene di schiavitù profonde.
Tu hai vissuto, amato e sofferto, anche per me.
Come fai ad amare così tanto la vita e
così tanto uno come me?
Tu vuoi prenderti tutto il male e il dolore,
perché mi desideri libero e nuovo...
Tu mi vuoi risorto e pronto ad amare.
Tu, Gesù di Nazareth, fammi risorgere ora ed
aiutami ad amare tutti e sempre e... a fondo perduto.
Gesù, uomo-Dio, uomo donato, uomo innalzato, uomo nuovo
tu mi spalanchi l'orizzonte e
mi mostri cieli nuovi e terre nuove,
... proprio quelli che io cerco...
(G. D'Alise, vescovo)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente usmi

#4    12 Aprile 2009 - 06:06
 
E’ sabato Santo, giorno in cui la chiesa ci invita alla riflessione, al silenzio, un silenzio d’obbligo, oserei dire, necessario. Il dolore per la morte del Signore non è stato forse mai così intenso come in questa circostanza in cui molti nostri fratelli si sono trovati improvvisamente associati al mistero della Croce. Un diffuso senso di assenza, di vuoto, di nostalgia investe il cuore dell’uomo che, smarrito, disorientato, senza punti di riferimento, senza consolazione e deluso non può non prorompere in un grido disperato: “Perché ci hai abbandonato, dove eri?” Sono le domande che subito, in preda allo smarrimento e alla disperazione, vengono rivolte a Dio. Dinanzi a questa enorme tragedia, nessuna parola può attenuare quanto è accaduto: la vera misura è solo il silenzio del cuore, fermo e sconvolto, accanto a una tomba, dove tace la vita strappata agli affetti più cari. E’ vero, il sepolcro è chiuso, rimane il dolore di una perdita, la sofferenza di fronte all’impotenza, il rimorso per non aver fatto questo o quello. Sono stata, giovane suora, al terremoto del Friuli, e a quello dell’Irpinia poi, accanto a persone provate dal dolore che queste catastrofi ingenerano nell’animo anche del più forte e coraggioso. Quanta fede, quanta speranza, quale testimonianza! Fede e speranza che stanno davvero facendo ora la differenza in molte persone anche dell’Abruzzo. Vorrei dire grazie a tutti per la dignità e la compostezza di fronte a questa immane tragedia. Un grazie di ammirazione a quel Pediatra che al microfono di un giornalista, prima di raccontare di avere perso, sotto le macerie, la moglie e i suoi due figli, dichiara, come fosse dovere del credente, di essere cattolico e praticante. Le sue parole misurate, la sua emozione controllata, la sua squisita pacatezza non possono non essere state che una'autentica, credibile, incisiva e contagiosa testimonianza di fede per i tanti che l’hanno ascoltata. Un Grazie vada a quella signora che, privata di tutto e di una figlia sedicenne, chiede solo di avere una piccola e semplice casa, anche il legno, con camera, cucina e bagno, e non di più, dove poter vivere lei e la figlia rimasta. Determinata, dice, di non mirare ad altro, di non desiderare altro se non lo stretto necessario. Tutto ora le appare superfluo, inconsistente; tutto le risulta effimero e vacuo. Che scuola di vita per molti di noi presi da mille frenetiche preoccupazioni, da tanti inutili, inconsistenti problemi! Grazie, cari testimoni, per l’invito a guardare oltre, ad aprire il nostro cuore, a confidare nell’Unico che può consolare e dare la forza di continuare a credere e sperare. Gesù non è lontano dai vostri dolori, non vi lascia soli, è vicino alla vostra cara terra d’Abruzzo martoriata. Non ci sono parole, ma la contemplazione dell’estremo Sacrificio susciti in me, in ciascuno, la disponibilità del Cireneo, la tenerezza della Veronica, il dolore e la fede di Maria a credere che anche il nostro sacrificio non finisce lì, sul Golgota, dove Gesù rende lo Spirito al Padre per ciascuno di noi. No, non finisce lì con la morte. Cristo è risorto e noi risorgeremo con Lui. È qui il cuore della nostra fede e la ragione della nostra gioia.

Sr. Emma Zordan, asc
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente usmi

#5    13 Aprile 2009 - 07:20
 
Carissima Madre Lucilla,
vogliamo esprimerle la nostra vicinanza con l'affetto, la preghiera e la speranza, vi auguriamo tanto coraggio per ricominciare e dare a tutti la speranza che dia loro vita
Ci attiveremo per aiutarvi perchè possiate continuare a donare la vostra presenza. Grazie, vi pensiamo sempre in missione!!
Con affetto Sr Amelia (Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente usmi

#6    13 Aprile 2009 - 07:22
 
Sinora - 13 aprile 2009 - ci risultano per le religiose presenti nelle zone terremotate:

Francescane Missionarie di Gesù Bambino: casa danneggiata, le suore trasferite a Pescara;
Maestre Pie Filippini, casa danneggiata, anch'esse ospitate a Pescara;
Missionarie della Dottrina Cristiana, casa danneggiata; trasferite a Sulmona e a Montenero di Bisaccia
Monache Clarisse, badessa deceduta, monastero danneggiato;
Suore della Presentazione di Maria Santissima, casa danneggiata; ospiti a Pescara.
Suore Zelatrici del Sacro Cuore, 2 suore defunte, tutt' e tre le case danneggiate; si adattano in qualche camper
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente usmi

#7    14 Aprile 2009 - 06:02
 
La mia partecipazione è per ognuna/o che ha vissuto la tremenda tragedia del terremoto. Un particolare ricordo, nella fede e nella speranza, è per le benedettine la cui badessa è rimasta vittima delle scosse telluriche e per l'Istituto Suore Zelatrici del Sacro Cuore, il più ferito con due sorelle defunte e case danneggiate; è l'Istituto cui appartiene la Presidente regionale: Sr Lidia Pupatti. Per lei, per ciascun membro del suo Istituto, per ogni Istituto che avuto danni anche minimi, la mia più profonda vicinanza, la partecipazione, la solidarietà, la preghiera. Sr Biancarosa Magliano ,fsp.
utente anonimo

#8    14 Aprile 2009 - 06:23
 
Carissima suor Lidia ,
responsabile dell’USMI dell’Aquila,
Vorrei tanto che la Pasqua di questo anno 2009 fosse ricolma di tanta solidarietà e tanta speranza. Vi siamo vicine.
Sono la sup. provinciale delle suore Missionarie Scalabriniane con sede a Piacenza.
Vorrei chiedere consiglio, suggerimenti e orientamento.
1° vorrei sapere se nelle urgenze e bisogni ci sono delle piccole comunità da 3 o 4 suore che fino al 1 di luglio hanno bisogno di essere accolte in una struttura muraria sicura per ricomporsi dal trauma e in attesa di un prefabbricato o struttura per ritornare nella propria zona di pastorale.
Se questo fosse, la mia provincia sarebbe disposta mettere a disposizione appunto da subito fino alla fine di giugno un' appartamento a Pesaro
Se questo fosse lascio a lei il recapito onde possa prendere per il primo contatto con me Suor Lina Guzzo tel:3485163195 opp. mail: provincialesg@scalabriniane.piacenza.it, se lei è all'assemblea delle superiore maggiori a Roma dal 15 al 17 io vi partecipo e possiamo contattarci di persona
- per l'attuazione concreta il contatto può essere con Suor Federica Gallina tel. 0523 317426 opp. Mail: economiasg@scalabriniane.piacenza.it

Siamo anche disposte ad accogliere donne o giovani che straniere sole, che abbiano perso lavoro ,datore di lavoro e casa per 2 persone a Roma
e per 4 0 5 persona a Piacenza .
per questo dopo il primo contatto per Roma è formazionesg@scalabriniane.piacenza.it (sr Etra Modica).

Attendo comunicazione.
Intanto tutta la nostra comunità delle suore della congregazione delle suore missionarie Scalabriniane assicura la comunione e la solidarietà.
saluto fraternamente nel signore dell'AMORE MISERICORDIOSO:

sr Lina Guzzo
superiora Provinciale

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente usmi

#9    16 Aprile 2009 - 11:27
 
Proprio all'inizio della Settimana Santa, la Settimana di Passione, una notizia che ha sconvolto anche la nostra piccola Comunità Suore della Santa Famiglia di Penne in Aosta: la nostra terra di origine, a noi tanto cara e mai dimenticata, l'Abruzzo, sconvolta da una improvvisa quanto inaspettata catastrofe. Le immagini e le notizie rimbalzavano in TV e toglievano il respiro, lasciandoci sconcertate e quasi attonite: una vera Passione vivente e in diretta!
Pur se lontane, abbiamo unito la nostra sofferenza a quella di tante consorelle, alcune delle quali di nostra conoscenza, e di tanta gente comune.
Solo la preghiera e la fede nel Risorto possono dare consolazione in questi casi. Non ci sono spiegazioni da dare nè tante parole da dire. A chi giustamente si è chiesto: "Ma perchè tutto questo? Dov'era Dio?", non possiamo che rispondere: "Non lo sappiamo, ma una cosa è certa: no, Dio non era certo nel terremoto e, se non riusciamo a trovare una spiegazione plausibile a quanto è avvenuto, ci può consolare solo la certezza che almeno Lui sa, noi no, ma Lui sa perchè e, se Lui è Amore, non può certo volere il male delle Sue creature.
Mettiamoci in ginocchio davanti a Lui e diciamogli: "Signore, noi non sappiamo, non capiamo perchè tutto questo sia avvenuto, noi non possiamo conoscere i tuoi disegni, ma almeno Tu sai!".
Che il Cristo Risorto porti speranza e voglia di rialzarsi, come già si sta verificando. E' Lui che ha vinto la morte!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente nery48

#10    16 Aprile 2009 - 20:22
 
Tutti abbiamo davanti ai nostri occhi le immagini del terremoto che ha colpito l’Abruzzo; le nostre orecchie ancora sentono parole strozzate dal pianto disperato di molti, troppi che hanno perso tutto. Il terremoto, avvenuto nella settimana santa, con sciame di scosse ha messo a tacere una popolazione. Il terremoto ha colpito anche il mondo delle migrazioni:
Abdija Nurije 1968
El Sajet Boshti 09/12/2005
Fratì Mauran 13/01/1997 Ghiroceanu Laurentiu Costant 19/12/1968
Ghiroceanu Antonio Ioavan 12/11/2008
Grec Kristina o Marina 3-5 anni
Hasani Demal 15/12/1967
Hasani Refik 01/05/1965
Husein Hamade 28/07/1987
Koufolias Vassilis 08/09/1981
Nouzovsky Ondrey 25/05/1991
Osmani Valbona 13/04/1996

Questi nostri fratelli due volte sradicati: la prima volta costretti a lasciare affetti, casa, luoghi e relazioni, per un viaggio verso una patria migliore; ed ora in questo secondo viaggio sono arrivati loro alla patria definitiva. Due lutti. Dalla terra scossa, sembra che si oda la voce di popoli, dei parenti rimasti: “Come cantare i canti del Signore in terra straniera?”. Domanda imbarazzante, pungente, difficile da rispondere. Nelle viscere di quella terra – straniera - appendemmo le nostre cetre, abbiamo lasciato i nostri cari.

Una preghiera di congedo a Colui dalle cui mani sono usciti, e alle cui mani in questo giorno sono ritornati.

Preghiamo per loro che sono stati chiamati, teneramente, con il loro nome che, alcuni, hanno pronunciato con indifferenza, qualche altro con amore.


Sr. Etra Modica,
Missionaria Scalabriniana
Usmi – Ufficio Mobilità Etnica
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente usmi

#11    26 Aprile 2009 - 08:04
 
ISTITUTO PICCOLE FIGLIE DEI SS. CUORI DI GESÙ E MARIA
Piazzale S. Giovanni, 7 -
43121 PARMA
tel. 0521 280 305
Fax 0521 23 57 53
segppff@pfiglie.org


Parma 22 aprile 2009

Prot 5/2009

Rev.da Madre Lucilla Del Grande,
accogliendo il vostro appello e volendo offrire un segno di solidarietà alle Famiglie Religiose così duramente colpite dal sisma in Abruzzo, il Consiglio Generale dell’Istituto delle Piccole Figlie dei SS.Cuori di Gesù e Maria in data 19/04/2009 ha deliberato di donare € ….. all’USMI dell’Abruzzo-Molise.
La cifra è già stata inviata mediante bonifico bancario.
Anche se è una goccia nel deserto, vuole essere un segno del nostro affetto, della nostra compassione e della comunione che ci unisce in Cristo, come vere sorelle.
Fiduciose nel Signore che sempre trae il bene anche dal male e grate a tutte voi che vi state adoperando per alleviare tante sofferenze, restiamo in attesa di un semplice riscontro dell’offerta da parte vostra.
Unite nel Signore
Suor Alba Nani
Superiora generale

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente usmi

#12    28 Aprile 2009 - 08:10
 
Con un team, rappresentante la Parrocchia “S. Famiglia” di Palestrina, visito uno dei luoghi più duramente colpiti dal sisma, San Gregorio, frazione de L’Aquila, per vedere come intervenire in maniera mirata, ciascuno secondo le proprie responsabilità, a favore di questo centro che appare subito incredibile agli occhi di chi per la prima volta viene a impattarsi con fenomeni dalle gigantesche proporzioni distruttive. All’arrivo, tra le tende, troviamo il Parroco, don Domenico e, con sorpresa, tre suore “parcheggiate” in un contener, ai piedi di quella che era la Casa Famiglia Immacolata Concezione delle Suore Zelatrici del Sacro Cuore cui apparteneva Sr Anna Maria Palumbo, che muore sotto le macerie subito dopo aver messo in salvo, insieme alle sue consorelle, più di venti bambini strappati al profondo sonno della notte. La prima cosa che mi viene di chiedere a una delle Suore quale messaggio consegnare all’USMI Nazionale, che rappresento in qualità di responsabile dell’Ufficio famiglia.
Al sentire USMI, gli occhi della suora s’illuminano per aver frequentato lì il suo iter formativo. Con incredibile serenità dice di ringraziare il Signore per aver risparmiato bambini innocenti già tanto provati e di godere quando il suo sguardo s’incrocia con quei volti, non più esterrefatti e smarriti, ma straordinariamente sorridenti e rassicuranti, quasi a voler dire grazie per quell’improvviso e insolito abbraccio notturno che li ha sottratti a quella che sarebbe potuta essere una immane catastrofe.
Si dice degli Abruzzesi un popolo fiero e fedele a Dio. L’immagine del paese, ridotto, specie nel suo centro vitale e aggregativo, a un cumulo di massi l’uno sopra l’altro dice il dolore, lo strazio, l’amarezza e la sofferenza, ma anche la forza, la compostezza, evidenti e mirabili, nelle poche persone avvicinate. Non una richiesta, non una pretesa, non un inveire, solo una straordinaria compostezza, pacatezza e discrezione accompagnate da un forte senso di speranza e gratitudine per i tanti segni di solidarietà materiale e spirituale.
Non sono mancati apprezzamenti per l’infaticabile e paziente intervento dei Vigili del fuoco che ancora scavano a mani nude tra le macerie per tentare di salvare “affetti” a chi è stato privato delle persone più care. Dalla presenza sul posto di tanti volontari, viene spontaneo pensare che un altro “grande terremoto” si sta vivendo, quello dell’amore e della speranza, decisamente più grande e forte di quello del sisma distruttivo.

Sr Emma Zordan
utente anonimo

#13    01 Giugno 2009 - 10:59
 
E’ il giorno dell’Ascensione di Gesù al cielo quando la Parrocchia della “S. Famiglia” di Palestrina, per la seconda volta, visita le regioni terremotate di Abruzzo. A differenza della prima, questa volta si arriva a San Gregorio Magno con quasi 150 persone, tra cui moltissimi giovani e bambini, per condividere insieme ai fratelli colpiti dal terremoto una particolare Celebrazione Eucaristica, che dica la nostra piena solidarietà e vicinanza alle loro tante sofferenze, difficoltà, dolori e lutti da cui sono stati tragicamente e improvvisamente visitati.
La gente ci riserva un'accoglienza molto calorosa; è contenta della nostra presenza e della nostra vicinanza. In modo particolare il Parroco, don Domenico Marcocci, e le Suore Zelatrici, affiancate dalla loro Madre Generale, sr Lidia Pupatti, sono lì ad attenderci con volti sorridenti e gioiosi. La mia presenza, in rappresentanza dell’Usmi Nazionale, ove presto il mio servizio nell’Ufficio Familgia, è di grande conforto per le Religiose che subito mi fanno corona ed esprimono la loro gratitudine per la mia prossimità e il conforto della fede nella loro difficile prova.
Il terremoto - afferma la madre generale con tanta serenità - non ci ha fatto celebrare la Pasqua, ma ce l’ha fatta vivere. E’ stata una lezione di vita molto forte che richiede ogni giorno un'uscita da se stessi per andare incontro all'altro. Quella che stiamo vivendo adesso è un'esperienza di povertà radicale con un richiamo all'essenzialità più assoluta. Essenzialità che si manifesta non solo nelle relazioni umane, vissute nella tendopoli con estrema immediatezza, senza filtri, ma anche nel senso di espropriazione vera e propria. Espropriazione dalle cose e dalla volontà, dagli spazi materiali e di tempo, dalle abitudini di vita che se non si è più che radicati nella fede si potrebbero correre diversi rischi.
La gente – dice il Parroco locale durante la sua breve omelia - ha bisogno di questa solidarietà. Commosso, ringrazia che qualcuno si sia fatto subito vicino per condividere il loro dolore e spera che presto potrà condividere anche la gioia di una rinascita materiale e soprattutto spirituale. E continua: “ Se il tempo della passione, del Calvario e del dolore è stato vinto, vuol dire che il tempo della speranza deve vincere e deve prendere il posto del tempo della passione che abbiamo e stiamo attraversando. Bisogna superare la tentazione di essere ancorati all’uomo vecchio (egoismi, cattiverie, grettezze); bisogna, con rinnovata fede e coraggio, guardare in alto per essere creature sempre nuove.
Don Franco Proietto, parroco della S. Famiglia di Palestrina, nella sua riflessione omelitica, porta ed offre a tutti non solo la fattibilità del gemellaggio, ma soprattutto il conforto della fede: “Gesù non ci ha lasciato orfani”. Il sentimento di queste popolazioni potebbe – immagina - prorompere nella domanda: “Dove eri?” Gesù ha detto agli apostoli di andare ad annunciare, ad asciugare le lacrime, a consolare … Oggi – dice con fermezza don Franco - quegli apostoli siamo noi. Noi siamo qui per questo, siamo venuti a dirvi che non vi lasceremo soli. Gesù è presente in mezzo a voi, agisce attraverso di noi per portare a tutti la lieta notizia della sua Risurrezione. E’ questo l’annuncio che siamo venuti a proclamare con i nostri gesti e la nostra presenza.

Sr. Emma Zordan
utente anonimo

Commenti